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13 mag 2011

Alemanno incontra il poeta Ferlinghetti- l'anima del '68 uccisa dal marxismo

"Benvenuto a Lawrence
Ferlinghetti, monumento della poesia contemporanea, il cui ritorno a Roma
coincide col quarantennale del '68, di cui la cultura beat e' stata
anticipatrice", e' il saluto del sindaco Gianni Alemanno al poeta americano in
Campidoglio, cui la citta' rende omaggio in questi giorni. Ma e' anche
l'occasione per parlare appunto di quaranta anni fa, periodo "su cui bisogna
essere capaci di una lettura complessa, oggi che i suoi risultati sono
generalmente giudicati negativi".
Alemanno spiega di aver personalmente
trovato risposte a quelle critiche e istanze nella Chiesa cattolica, facendo
riferimento, "alla rivolta dei beat contro il consumismo e le realta'
esistenziali materialiste". Sono valori che il sindaco
dice di trovare "anche
in Pier Paolo Pasolini, poeta che amo molto come Ferlinghetti,
e nei versi dei beat, che sono stati sempre letti anche da destra, come matrice
di quell'anima del '68 che e' stata, secondo me, uccisa dal marxismo", e
sottolinea come ci siano "critiche a quegli aspetti del nostro
mondo su cui
si incontrano sensibilita' trasversali, nell'intento di preservare la
particolarita' e singolarita' dell'individuo dall'omologazione universale". In
questo discorso Alemanno fa anche riferimento a Ezra Pound come "punto di
riferimento dei beat, proprio per quella sua rivolta contro modelli privi di
spiritualita' in nome dell'originalita' dell'essere umano".
Il discorso
nasce anche come replica alla confessione d'amore per Pasolini e le sue radici
marxiste, fatta da Ferlinghetti poco prima. Ora il poeta, 89 anni compiuti a
marzo, sorride e ringrazia per una medaglia che il sindaco gli regala, ricordo
di Roma. Dopo dice di essere "sorpreso per le tante cose che abbiamo scoperto di
avere in comune. Solo mi ha lasciato perplesso il riferimento acritico del
sindaco a Pound perche', essendo io di origini ebree, sefardite, ci sono aspetti
delle idee e la vita di Pound che trovo molto discutibili".
La conferenza
stampa per l'omaggio del Teatro di Roma a Ferlinghetti va avanti. Il poeta parla
delle sue passioni e conclude dicendo di sentirsi oggi "zapatista", precisando,
a chi gli chiede spiegazioni, di far riferimento al rivoluzionario messicano
Emiliano Zapata (1879-1919) e non al leader spagnolo Zapatero, "di cui non so
quasi nulla". "Meglio, non si e' perso niente", e' il commento sottovoce di
Alemanno.

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